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IL CANARINO LIPOCROMICO
GIALLO
Per tutti il canarino giallo è IL CANARINO. Se chiediamo ad un
bambino di descrivercelo, questi lo identificherà sicuramente in
"Titty" il simpatico uccellino dei cartoni animati.
Ma direi che anche coloro che conoscono con superficialità il
mondo della canaricoltura immaginino che il canarino ancestrale sia di
colore giallo. Fatta questa sintetica premessa, torniamo a noi, intendo
noi "Allevatori".
Come addetti ai lavori sappiamo bene che non è proprio così.
Il giallo lipocromico nei canarini non è altro che una delle tante
cromie che possiamo trovare nella vasta gamma dei canarini di colore.
In realtà il canarino giallo non è altro che un melaninico
svuotato di melanina anche se, in maniera latente, i sui geni mantengono
una delle tante mutazioni presenti nei canarini. Avete sicuramente visto
un canarino giallo con delle macchie scure.
Ebbene, in questi canarini lipocromici riemerge di tanto in tanto la melanina
rimasta latente mostrando nei cosiddetti "pezzati" la discendenza
ancestrale. La mutazione di colore "giallo" è comparsa
nei primi anni 60, pare in un allevamento tedesco, con una nidiata di
canarini pezzati che da quel momento grazie alla selezione si è
riusciti a fissare eliminando nelle successive generazioni il disegno
fino a raggiungere un colore uniforme, completamente "giallo".
La varietà:
La tonalità di giallo da selezionare , come indicato dai criteri
di giudizio FOI e COM, è il giallo limone.La tonalità giallo
dorato e quella giallo arancio vanno evitate essendo fortemente penalizzate
nelle esposizioni, per cui è bene scartare e mai mettere in riproduzione
canarini che presentano queste caratteristiche. Analizzando più
in dettaglio la varietà giallo limone dei nostri canarini dobbiamo
innanzi tutto osservare attentamente e selezionare la struttura della
penna. Questa deve essere ricca di barbe e barbule che fanno apparire
colore verdognolo e molto soffice il pigmento lipocromico. Quindi più
la piuma è ricca di barbe più facilmente si potrà
esprimere una ottima varietà limone grazie alla particolare rifrazione
che dà la luce sulle penne. Tra un giallo dorato e un giallo limone
non vi è differenza di pigmento, la differenza è esclusivamente
nella struttura del piumaggio.
Un altro fattore di cui bisogna tener conto è l'alimentazione.
Evitare assolutamente alimenti che contengono agenti coloranti che possono
trovarsi in alcuni ortaggi e nell' uovo. Può bastare anche una
singola somministrazione per rovinare irrimediabilmente la varietà
in alcune zone dei nostri canarini gialli.
Varietà che va selezionata e migliorata anno dopo anno perché
troveremo sempre nel nostro allevamento canarini più o meno dorati
anche solamente in particolari zone del piumaggio.
Per valutare in maniera ottimale un giallo bisogna osservarlo con attenzione
nei tre punti in cui si manifesta la maggiore densità lipocromica:
il ciliare, il codione e le spalline. E' in queste zone che anche un buon
giallo ad attento esame può manifestare dorature anche importanti.
Vi chiederete il perché ?
Perché in queste zone la struttura della piuma e povera di barbe
e quindi è più difficile manifestare una ottima varietà.
Quando si osserva un canarino giallo ricordiamoci sempre di non tenerlo
sotto la luce di un neon, perché questa altera la percezione del
colore e potremmo essere ingannati dall'effetto ottico scambiando dei
gialli che alla luce del sole sarebbero dorati e magari sotto la luce
di un neon manifestano una varietà limone invidiabile.
La varietà in questo canarino è decisamente la voce più
importante.
Quindi, per riassumere, prendiamo nella giusta considerazione la purezza,
la quantità e l'uniformità del lipocromo e ricordiamo che
in caso di parità tra soggetti, vengono preferiti i soggetti ad
"ala bianca". Analizziamo adesso le altre voci dei criteri di
giudizio.
La categoria:
Gli intensi non devono manifestare nessuna traccia di brinatura su tutto
il mantello. Il dimorfismo sessuale in questo caso svantaggia molto le
femmine. Raramente troveremo femmine gialle intense senza alcuna traccia
di brinatura. Le parti critiche sono la cloaca, le guance e la parte intorno
al collo, il cosiddetto "collarino". Per poter dire che un giallo
intenso ha una ottima categoria non deve presentare tracce di brinatura
neanche in questi punti. I brinati hanno una concentrazione minore di
lipocromo lungo le penne.
Dal 2003 la commissione tecnica nazionale dei canarini di colore ha precisato
che le brinature devono essere piccole scaglie uniformi ed omogenee e
con un lipocromo più marcato rispetto ai soggetti con brinatura
classica slavata o larga. La struttura delle penne per avere una ottima
brinatura a piccole scaglie deve essere corta. Una struttura di penna
larga creerebbe una brinatura grossolana soprattutto sul collo creando
zone bianche non conformi alle direttive della commissione tecnica. Bisogna
stare attenti però a non confondere i semi-intensi con i buoni
brinati. Un buon brinato avrà una brinatura fine ed il più
possibile omogenea in ogni parte del corpo, un semi intenso raramente
avrà una brinatura uniforme soprattutto nei fianchi, addome, cloaca
e testa. Il piumaggio deve essere più serico e morbido possibile
e molto ricco di barbule stando attenti agli sbuffi soprattutto sui fianchi.
La forma:
La forma in un canarino lipocromico è fondamentale. Non vedrete
mai in una mostra importante, un canarino con poca forma e con taglia
insufficiente vincere.
Nei lipocromici in genere, la proporzione e' da tenere in debito conto.
Una bella testa rotondeggiante su un corpo slanciato darà la giusta
imponenza all'animale che se provvisto anche delle altre caratteristiche
tecniche previste dagli standard lo faranno sicuramente primeggiare sugli
avversari.
©2006 - Antonio Vilasi e Isidoro Bruzzese
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